{"id":7710,"date":"2020-03-17T20:24:09","date_gmt":"2020-03-17T19:24:09","guid":{"rendered":"https:\/\/oldmartinez.testsviluppo.it\/?p=7710"},"modified":"2020-03-17T20:24:09","modified_gmt":"2020-03-17T19:24:09","slug":"una-strategia-europea-per-i-dati-la-visione-della-commissione-ue","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.martinez-novebaci.it\/en\/una-strategia-europea-per-i-dati-la-visione-della-commissione-ue\/","title":{"rendered":"Una strategia Europea per i dati: La visione della Commissione UE"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>di Lorenzo Vittorio\nLabruna<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 ormai a tutti noto come, al giorno d\u2019oggi, le <em>data-driven\ntechnologies<\/em> siano il principale motore dell\u2019innovazione e del progresso.\nSul punto l\u2019Unione Europea ha sempre tentato di perseguire una via originale,\nsenza mai mutuare del tutto le scelte legislative dei vicini. Questo tipo di\napproccio ha dato origine nel 2016 al GDPR, che costituisce tutt\u2019ora una delle\nnormative pi\u00f9 complesse e garantiste in tema di dati personale a livello\nmondiale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Recentemente, la Commissione ha presentato un documento\nche svela la propria \u201cvisione\u201d sul futuro ruolo dell\u2019Unione Europea nel campo\ndella tecnologia dei dati e quali strategie intende adottare per perseguirla.\nLa comunicazione intitolata \u201c<em>An European strategy for data\u201d<\/em>, pubblicata\nil 19.02.2020, dipinge il quadro di un\u2019Europa che promuove un\u2019economia basata\nsullo scambio massivo di dati. Nell\u2019idea della Commissione, tale scambio\ndovrebbe configurarsi come un singolo mercato Europeo di dati (o un <em>data\nspace<\/em>) che permetta la pi\u00f9 ampia condivisione di dati possibile con il pi\u00f9\nampio numero di soggetti e con caratteristiche idonee a garantire, da un lato,\nil rispetto delle norme sulla protezione dei dati personali e, dall\u2019altro, le\nnorme relative alla concorrenza ed al divieto di aiuti di stato. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per raggiungere questo ambizioso obiettivo, la\nCommissione individua quattro ambiti d\u2019azione (pilastri) principali su cui basare\nla propria strategia. Il primo pilastro riguarda l\u2019istituzione una cornice\nnormativa comune in materia di accesso ed utilizzo dei dati fra gli Stati\nMembri, in modo da ridurre la frammentazione normativa infra-unitaria che\nimpedisce la corretta circolazione dei dati. Il secondo si basa, invece, su un\npiano di investimenti relativi al mondo del <em>data-sharing<\/em> e della <em>data\ngovernance<\/em>, con uno stanziamento di fondi diluito fra il 2021 ed il 2027. Il\nterzo pilatro opera un <em>focus<\/em> sull\u2019ambito soggettivo, introducendo nuovi\nstrumenti che garantiscano un maggior rispetto dei dati personali, prevedendo\nfinanziamenti diretti a promuovere la formazione di nuovi professionisti del\nsettore e creando nuove opportunit\u00e0 di business per PMI e start-up. Infine, la\nCommissione auspica la creazione, in alcuni settori strategici e di pubblico\ninteresse, di <em>Data space<\/em> Europei comuni. Questi <em>data space<\/em>\navranno l\u2019obiettivo di permettere una pi\u00f9 efficiente e diffusa condivisione di\ndati a livello paneuropeo in settori specifici, quali salute, energia,\nagricoltura e Pubblica Amministrazione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il risultato perseguito dalla strategia Europea \u00e8 quello\ndella creazione di un sistema di condivisione dei dati \u201c<em>open as possible,\nclosed as necessary<\/em>\u201d, ovverosia che riesca a coniugare le esigenze di\ncondivisione di una grande mole di dati con il rispetto delle stringenti\ndisposizioni del GDPR.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Lorenzo Vittorio Labruna \u00c8 ormai a tutti noto come, al giorno d\u2019oggi, le data-driven technologies siano il principale motore dell\u2019innovazione e del progresso. Sul punto l\u2019Unione Europea ha sempre tentato di perseguire una via originale, senza mai mutuare del tutto le scelte legislative dei vicini. 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