{"id":6412,"date":"2019-02-07T16:28:56","date_gmt":"2019-02-07T15:28:56","guid":{"rendered":"https:\/\/oldmartinez.testsviluppo.it\/?p=6412"},"modified":"2019-02-07T16:28:56","modified_gmt":"2019-02-07T15:28:56","slug":"gdpr-la-sanzione-di-google-llc-ed-il-carattere-sostanziale-del-regolamento-europeo-sulla-privacy","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.martinez-novebaci.it\/en\/gdpr-la-sanzione-di-google-llc-ed-il-carattere-sostanziale-del-regolamento-europeo-sulla-privacy\/","title":{"rendered":"GDPR: La sanzione di Google LLC ed il carattere \u201csostanziale\u201d del Regolamento europeo sulla Privacy"},"content":{"rendered":"<p><i>di Lorenzo Vittorio Labruna<\/i><\/p>\n<p>Il 21 Gennaio 2019 la Commission Nationale de l\u2019Informatique et des Libert\u00e9s (Il Garante della Privacy nell\u2019ordinamento francese) ha comminato, ai sensi dell\u2019art. 83, comma 5, GDPR, una sanzione di cinquanta milioni di euro a Google LLC per violazione degli obblighi imposti dal Regolamento europeo sulla Privacy. Si tratta della prima applicazione della sanzione pi\u00f9 incisiva prevista dal GDPR, la quale impone il pagamento di importi che possono arrivare a venti milioni di Euro, ovvero al quattro per cento del fatturato mondiale totale annuo dell\u2019impresa colpita.<\/p>\n<p>In particolare, il garante francese ha sanzionato Google per non aver rispettato gli obblighi di trasparenza imposti dal Regolamento e di aver utilizzato dati personali per la personalizzazione delle inserzioni pubblicitarie (c.d. ads) senza aver ottenuto prima un valido consenso. Con riferimento alla prima contestazione, Google avrebbe \u201cdisseminato\u201d le informazioni relative alla finalit\u00e0 del trattamento, al periodo di conservazione ed alle categorie di dati trattati in molteplici documenti, s\u00ec da renderle difficilmente accessibili e conoscibili dall\u2019utente. Ci\u00f2 che invece ha rilevato la CNIL sul secondo profilo di illegittimit\u00e0 \u00e8 che i consensi al trattamento dei dati per la personalizzazione degli \u201cads<i>\u201d<\/i> sarebbero invalidi (oltre che per la carenza informativa gi\u00e0 citata) in quanto il relativo modulo per il consenso al trattamento dati predisposto dalla societ\u00e0 consisterebbe di un segno di spunta preselezionato accessibile all\u2019utente solo tramite un collegamento ipertestuale denominato \u201caltre opzioni\u201d situato sotto un modulo di consenso per altre finalit\u00e0 di trattamento. L\u2019effetto evidente \u00e8 che l\u2019utente che non dovesse selezionare tale collegamento ipertestuale finirebbe per prestare inconsapevolmente il proprio consenso per pi\u00f9 finalit\u00e0 di trattamento: ci\u00f2 in violazione dell\u2019art. 7 del GDPR ove prevede quali condizioni per la validit\u00e0 del consenso la chiarezza, l\u2019accessibilit\u00e0 e la specificit\u00e0.<\/p>\n<p>Il provvedimento della commissione francese mostra ancora una volta come il Regolamento GDPR, lungi dall\u2019essere un decalogo di rigide regole formali, introduca nel nostro ordinamento norme ispirate al principio di effettivit\u00e0. Si tratta, infatti, di un testo normativo che impone nuovi <i>standard<\/i> qualitativi che non possono essere soddisfatti con la mera adozione di sterili modelli formali, ma che necessitano l\u2019effettivo perseguimento di obiettivi di carattere sostanziale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Lorenzo Vittorio Labruna Il 21 Gennaio 2019 la Commission Nationale de l\u2019Informatique et des Libert\u00e9s (Il Garante della Privacy nell\u2019ordinamento francese) ha comminato, ai sensi dell\u2019art. 83, comma 5, GDPR, una sanzione di cinquanta milioni di euro a Google LLC per violazione degli obblighi imposti dal Regolamento europeo sulla Privacy. 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