{"id":2937,"date":"2016-10-02T10:48:32","date_gmt":"2016-10-02T08:48:32","guid":{"rendered":"https:\/\/oldmartinez.testsviluppo.it\/?p=2937"},"modified":"2016-10-02T10:48:32","modified_gmt":"2016-10-02T08:48:32","slug":"si-puo-dare-del-puttaniere-a-un-puttaniere-risponde-la-cassazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.martinez-novebaci.it\/en\/si-puo-dare-del-puttaniere-a-un-puttaniere-risponde-la-cassazione\/","title":{"rendered":"Si pu\u00f2 dare del puttaniere a un puttaniere? Risponde la Cassazione"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: times new roman,times,serif; font-size: 14pt;\"><em>di Alessia Placchi<\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: times new roman,times,serif; font-size: 14pt;\">Una sottile linea di demarcazione separa il reato di diffamazione e l\u2019esercizio del diritto di critica. Ne sa qualcosa la Suprema Corte di Cassazione che di recente si \u00e8 cimentata nell\u2019analizzare ed interpretare questa apparentemente banale sottigliezza. Pomo della discordia, nel caso di specie, \u00e8 stato l\u2019appello di \u201cputtaniere\u201d rivolto dall\u2019imputata all\u2019ex marito, del quale aveva scoperto una convivenza <em>more uxorio<\/em>, gi\u00e0 oggetto di chiacchiere all\u2019interno della propria cerchia famigliare. Il commento era stato espresso dall\u2019imputata alla presenza del figlio che si era recato con la fidanzata a farle visita, nel tentativo, secondo la tesi difensiva, di spiegare al figlio le proprie ragioni in merito alla separazione. Nel corso dei primi due gradi di giudizio, il Tribunale di Teramo aveva accolto il reato di diffamazione e la donna era stata condannata al pagamento di una multa e al risarcimento del danno; la Quinta Sezione Penale della Cassazione, con sentenza del \u00a024 giugno 2016, ha invece ribaltato completamente gli esiti della vicenda.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: times new roman,times,serif; font-size: 14pt;\">Prima di procedere all\u2019esposizione delle motivazioni in diritto avanzate dalla Suprema Corte, appare opportuno chiarire i concetti di diffamazione, da un lato, e di diritto di critica, dall\u2019altro.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: times new roman,times,serif; font-size: 14pt;\">Ai sensi dell\u2019art. 595 c.p. commette il reato di diffamazione chiunque, comunicando con pi\u00f9 persone, offende l&#8217;altrui reputazione. Gli elementi costitutivi della\u00a0diffamazione sono tradizionalmente individuati nell\u2019offesa all\u2019onore o al decoro altrui, nella comunicazione con pi\u00f9 persone \u00a0(anche se non contestuale e non compresenti a livello spaziale) e nel fatto che la persona offesa non sia presente o, almeno, che non sia stata in grado di percepire l&#8217;offesa.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: times new roman,times,serif; font-size: 14pt;\">Il diritto di critica, che trova fondamento nei principi costituzionali di libert\u00e0 d\u2019espressione e di manifestazione del pensiero (art. 21 Costituzione), si concretizza nell\u2019espressione di un giudizio o di un&#8217;opinione che, come tale, non pu\u00f2 essere rigorosamente obiettiva, ma soggiace ugualmente al limite della rilevanza sociale, della correttezza delle espressioni usate e della continenza, il che significa che la critica non deve ridursi a mere offese \u201cgratuite\u201d, e non deve scadere nell\u2019uso di espressioni inutilmente volgari o umilianti o dileggianti.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: times new roman,times,serif; font-size: 14pt;\">Nel caso di specie, non possiamo non notare come il giudizio dato dall\u2019imputata all\u2019ex marito, per quanto negativo, corrispondesse parzialmente al vero poich\u00e9 l\u2019ex coniuge intratteneva ormai da tempo una relazione <em>more uxorio<\/em> \u201c&#8230;<em>in violazione delle regole sulle quali si regge la convivenza coniugale&#8230;<\/em>\u201d, come sostenuto dall\u2019avvocato della donna, e come il termine usato fosse funzionale al miglior raggiungimento dello scopo, ovvero rendere edotto il figlio dell\u2019indole goliardica e frivola del padre. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: times new roman,times,serif; font-size: 14pt;\">In questo senso il limite al diritto di critica \u00e8 esimente del delitto di diffamazione ed \u00e8 su questo punto, ovvero sul requisito fondamentale della continenza verbale, che si incardina il giudizio della Suprema Corte. Quest\u2019ultima ha, infatti, sottolineato come <em>\u201c\u2026solo le espressioni che trasmodino in un\u2019incontrollata espressione verbale del soggetto criticato e si concretizzino nell\u2019utilizzo di termini gravemente infamanti e inutilmente umilianti superano il limite della continenza\u2026\u201d<\/em> (Sez. 5, Sentenza n. 29730 del 4\/5\/2010). La Corte ha altres\u00ec affermato che, al fine di verificare il contenuto diffamatorio di un&#8217;espressione, il giudice deve svolgere un&#8217;indagine del contesto\u00a0storico e culturale in cui essa\u00a0\u00e8 stata pronunciata: perch\u00e9 il valore o il disvalore di una definizione, in s\u00e9 considerata, muta a seconda dei luoghi e dei tempi.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: times new roman,times,serif; font-size: 14pt;\">La Corte di Cassazione ha quindi rimesso il giudizio al Tribunale di Teramo, chiamato a un nuovo esame sulla base delle osservazioni della Corte e, in particolare, sull&#8217;assenza\u00a0di argomentazione e sul vizio di motivazione del giudice di merito riguardo al mancato riconoscimento dell\u2019esercizio del diritto di critica e, quindi, alla correlata violazione di legge.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Alessia Placchi Una sottile linea di demarcazione separa il reato di diffamazione e l\u2019esercizio del diritto di critica. 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