{"id":2933,"date":"2016-10-04T10:44:50","date_gmt":"2016-10-04T08:44:50","guid":{"rendered":"https:\/\/oldmartinez.testsviluppo.it\/?p=2933"},"modified":"2016-10-04T10:44:50","modified_gmt":"2016-10-04T08:44:50","slug":"referendum-costituzionale-cosaltro-cambia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.martinez-novebaci.it\/en\/referendum-costituzionale-cosaltro-cambia\/","title":{"rendered":"Referendum costituzionale: cos\u2019altro cambia."},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: times new roman,times,serif;\"><em>di Cristina Cordaro<\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: times new roman,times,serif; font-size: 14pt;\">Come si \u00e8 visto, la riforma in oggetto in oggetto verter\u00e0 principalmente sul Titolo I della parte seconda della Costituzione relativo al Parlamento. Ulteriori modifiche interesseranno, tuttavia, anche i Titoli II (Presidente della Repubblica), III (Governo) e V (Regioni, Province, Comuni).<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: times new roman,times,serif; font-size: 14pt;\">Vediamo anzitutto come cambia l&#8217;<u>elezione del Capo dello Stato<\/u>. Verr\u00e0 mantenuta la platea di elettori data dai membri del Parlamento in seduta comune, ma non vi parteciperanno pi\u00f9 i delegati regionali, in quanto i nuovi senatori saranno gi\u00e0 rappresentanti degli enti locali. Cambier\u00e0 anche il quorum. Per l\u2019elezione, sar\u00e0 cio\u00e8 necessaria la maggioranza dei due terzi fino al quarto scrutinio (66%). Dopo il terzo scrutinio rimane sufficiente la maggioranza assoluta. Dal quarto al sesto scrutinio occorrer\u00e0 invece la maggioranza di tre quinti (60%) contro l&#8217;attuale maggioranza assoluta degli aventi diritto (50%).<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: times new roman,times,serif; font-size: 14pt;\">Il Presidente della Repubblica potr\u00e0 sciogliere solo la Camera dei Deputati (e non pi\u00f9 anche il Senato) e il Presidente della Camera diventer\u00e0 seconda carica dello Stato, esercitando le funzioni del Presidente della Repubblica in caso di impedimento.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: times new roman,times,serif; font-size: 14pt;\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: times new roman,times,serif; font-size: 14pt;\">La riforma interesser\u00e0, poi, il <u>rapporto fiduciario tra l\u2019esecutivo e le due Camere<\/u> (art. 94 Costituzione), in quanto detto rapport\u00f2 correr\u00e0 esclusivamente tra la Camera dei deputati e il Governo. Il nuovo testo dell\u2019art. 94 Costituzione prevede, infatti, che il Governo debba avere la fiducia della Camera dei deputati e non pi\u00f9 delle due Camere. Conseguentemente, entro dieci giorni dalla sua formazione il Governo si presenter\u00e0 innanzi alla Camera dei deputati (e non pi\u00f9 alle Camere) per ottenerne la fiducia.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: times new roman,times,serif; font-size: 14pt;\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: times new roman,times,serif; font-size: 14pt;\">La riforma modificher\u00e0, poi, il <u>Titolo V<\/u> relativo alle autonomie locali di comuni, province e regioni, comportando una riduzione dell\u2019autonomia delle regioni, in quanto molte competenze (sicurezza sul lavoro, ambiente, gestione di porti e aeroporti, produzione trasporto e distribuzione nazionali dell\u2019energia, politiche per l\u2019occupazione, ordinamenti professionali) torneranno ad essere attribuite, in via esclusiva, allo Stato.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: times new roman,times,serif; font-size: 14pt;\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: times new roman,times,serif; font-size: 14pt;\">La riforma incider\u00e0 anche su alcuni profili del <u>sistema referendario<\/u> e sulle leggi di <u>iniziativa popolare<\/u>. Quanto al primo, il <em>quorum<\/em> richiesto per la validit\u00e0 del risultato di un referendum abrogativo rester\u00e0 sempre del 50%, ma se i cittadini che propongono la consultazione fossero 800mila, invece che 500mila, il quorum sar\u00e0 ridotto: baster\u00e0 che vadano a votare il 50% dei votanti all\u2019ultima tornata elettorale, non il 50% degli aventi diritto. Viene cos\u00ec introdotta la possibilit\u00e0 che il referendum venga approvato con la semplice maggioranza dei votanti all&#8217;ultima elezione della Camera dei deputati, se coloro che avanzano la proposta referendaria sono pi\u00f9 di ottocentomila, cos\u00ec facilitando l\u2019eventuale approvazione del referendum. Rimangono, invece, invariati i soggetti abilitati al proporlo e le leggi non sottoponibili a referendum.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: times new roman,times,serif; font-size: 14pt;\">Per quanto riguarda, poi, le leggi di iniziativa popolare, il numero di firme necessario per la presentazione di un disegno di legge \u00e8 aumentato da 50 mila a 150 mila, con una discussione e deliberazione che dovr\u00e0 essere garantita secondo tempi e modi da stabilire nei regolamenti parlamentari (introducendo quindi l&#8217;obbligo di discussione dei disegni di legge di iniziativa popolare).<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: times new roman,times,serif; font-size: 14pt;\">Sono inoltre introdotti referendum popolari propositivi e d&#8217;indirizzo, la cui disciplina \u00e8 per\u00f2 rinviata a una successiva legge d&#8217;attuazione.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Cristina Cordaro Come si \u00e8 visto, la riforma in oggetto in oggetto verter\u00e0 principalmente sul Titolo I della parte seconda della Costituzione relativo al Parlamento. 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