{"id":2841,"date":"2016-05-01T18:29:09","date_gmt":"2016-05-01T16:29:09","guid":{"rendered":"https:\/\/oldmartinez.testsviluppo.it\/?p=2841"},"modified":"2016-05-01T18:29:09","modified_gmt":"2016-05-01T16:29:09","slug":"luci-e-ombre-delle-nuove-dimissioni-telematiche","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.martinez-novebaci.it\/en\/luci-e-ombre-delle-nuove-dimissioni-telematiche\/","title":{"rendered":"Luci e ombre delle nuove dimissioni telematiche."},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: times new roman,times,serif; font-size: 14pt;\"><em>Di Raffaella Fois<\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: times new roman,times,serif; font-size: 14pt;\">Il Decreto Legislativo 14 settembre 2015 n. 151, decreto di attuazione della Legge 10 dicembre 2014 n. 183 cos\u00ec detta \u201cJobs Act\u201d, ha introdotto importanti novit\u00e0 in tema di dimissioni e risoluzione consensuale del rapporto di lavoro.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: times new roman,times,serif; font-size: 14pt;\">L\u2019articolo 26 del predetto decreto, infatti, dispone che, al di fuori di particolari ipotesi previste dalla legge, le dimissione volontarie del lavoratore e la risoluzione consensuale del rapporto di lavoro possano essere fatte esclusivamente con modalit\u00e0 telematiche, a pena di inefficacia.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: times new roman,times,serif; font-size: 14pt;\">Il lavoratore ora deve compilare gli appositi moduli resi disponibili dal Ministero del Lavoro e trasmetterli telematicamente al datore di lavoro e alla Direzione territoriale del lavoro competente. Pu\u00f2 farlo sia personalmente, accedendo al portale dedicato con il codice PIN trasmesso dall\u2019INPS oppure chiedere l\u2019ausilio dei patronati o delle organizzazioni sindacali.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: times new roman,times,serif; font-size: 14pt;\">Tale norma, entrata in vigore il 12 marzo scorso, nasce con l\u2019intenzione di contrastare la prassi di molti datori di lavoro i quali, al momento dell\u2019assunzione, facevano firmare al lavoratore un foglio di dimissioni in bianco, da completare a loro discrezione qualora avessero voluto licenziare il dipendente.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: times new roman,times,serif; font-size: 14pt;\">Sicuramente \u00e8 ancora presto per valutare le ripercussioni pratiche di tale normativa ma \u00e8 possibile fare alcune considerazioni.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: times new roman,times,serif; font-size: 14pt;\">Innanzitutto il PIN che il lavoratore deve utilizzare non \u00e8 il PIN ordinario dell\u2019INPS ma il PIN dispositivo, e pertanto \u00e8 necessario considerare che l\u2019abilitazione dello stesso potrebbe non essere immediata.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: times new roman,times,serif; font-size: 14pt;\">Si richiede, poi, che il lavoratore abbia delle conoscenze informatiche e disponga di strumenti funzionali alla trasmissione dei moduli, dovendo diversamente rivolgersi ai soggetti abilitati, con conseguente aggravio di costi.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: times new roman,times,serif; font-size: 14pt;\">Nell\u2019ipotesi in cui il lavoratore non proceda alla comunicazione delle dimissioni ma semplicemente abbandoni il lavoro, inoltre, per il lavoratore non sono previste sanzioni e al datore di lavoro non resterebbe altra possibilit\u00e0 se non il licenziamento, con tutte le conseguenze in termini di costi e di politica aziendale che questa scelta comporta.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: times new roman,times,serif; font-size: 14pt;\">Non \u00e8 da escludere, infine, che i datori di lavoro riescano comunque ad aggirare la normativa, magari facendosi consegnare il PIN da parte dei dipendenti, esercitando le stesse \u201cpressioni\u201d con le quali era possibile ottenere la firma in bianco.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: times new roman,times,serif; font-size: 14pt;\">Ad un primo esame, quindi, la nuova normativa potrebbe, agli effetti pratici, non solo non risolvere il problema delle \u201cdimissioni in bianco\u201d ma comportare maggiori oneri in capo al lavoratore e penalizzare il datore di lavoro, facendo ricadere su questo soggetto le conseguenze del comportamento negligente o scorretto del dipendente. E\u2019 presumibile, quindi, che la nuova procedura telematica, dopo i primi mesi di attuazione, possa subire correzioni ed adeguamenti rispetto alle problematiche che emergeranno nella prassi.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di Raffaella Fois Il Decreto Legislativo 14 settembre 2015 n. 151, decreto di attuazione della Legge 10 dicembre 2014 n. 183 cos\u00ec detta \u201cJobs Act\u201d, ha introdotto importanti novit\u00e0 in tema di dimissioni e risoluzione consensuale del rapporto di lavoro. 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