{"id":2778,"date":"2016-02-29T15:46:55","date_gmt":"2016-02-29T14:46:55","guid":{"rendered":"https:\/\/oldmartinez.testsviluppo.it\/?p=2778"},"modified":"2016-02-29T15:46:55","modified_gmt":"2016-02-29T14:46:55","slug":"caso-apple-fbi-puo-accadere-anche-in-italia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.martinez-novebaci.it\/en\/caso-apple-fbi-puo-accadere-anche-in-italia\/","title":{"rendered":"Caso Apple-Fbi: pu\u00f2 accadere anche in Italia?"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: times new roman,times,serif; font-size: 14pt;\"><em>di Ilaria Di Majo<\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: times new roman,times,serif; font-size: 14pt;\">Forse \u00e8 gi\u00e0 accaduto. Proprio in questi giorni, nel processo che vede imputato Alexander Boettcher, accusato di una duplice aggressione con l\u2019acido ai danni degli ex della sua amante, un altro <em>I-Phone<\/em> 5, quello di Boettcher appunto, contenente dati fondamentali per la ricostruzione delle indagini, \u00e8 al centro di un\u2019 indagine.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: times new roman,times,serif; font-size: 14pt;\">A differenza del caso di San Bernardino, tuttavia, \u00e8 stato gi\u00e0 possibile accedere ai contenuti del cellulare pur non disponendo n\u00e9 del codice pin, che l&#8217;imputato ha mai voluto comunicare, n\u00e9 del supporto di Apple, perch\u00e9 sul dispositivo era installato un sistema operativo iOS8, (mentre quello della caso americano \u00e8 la versione superiore, un iOS9), meno aggiornato e quindi \u201cfacilmente\u201d accessibile. Il consulente del Tribunale di Milano si \u00e8 infatti rivolto ad una societ\u00e0 israeliana che ha elaborato un <em>software<\/em> in grado di sbloccare la protezione creata da Apple.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: times new roman,times,serif; font-size: 14pt;\">Oltreoceano, invece, il caso vede l\u2019 Fbi, e la Corte Federale di Los Angeles, \u201ccon le mani legate\u201d, dopo il rifiuto dell\u2019Amministratore Delegato di Apple di collaborare con gli inquirenti che chiedevano alla Societ\u00e0 di realizzare un <em>software<\/em> in grado di decriptare l\u2019I-Phone 5 dell\u2019attentatore. A sostegno del rifiuto di collaborare con le autorit\u00e0 americane vi sarebbero ragioni legate alla volont\u00e0, da parte di Apple, supportata dalla maggior parte degli esponenti del mondo tecnologico, di non voler originare negli utenti sfiducia nella sicurezza dei suoi prodotti e di non voler creare un precedente devastante per la protezione della privacy degli utenti.\u00a0 Posizione sostenuta anche dall\u2019alto commissario Onu per i diritti umani, Zeid Ra&#8217;ad Al Hussein, il quale ha ribadito che l&#8217;ordinanza del giudice statunitense <em>&#8220;rischierebbe di aprire un vaso di Pandora&#8221;.<\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: times new roman,times,serif; font-size: 14pt;\">A fondamento dell\u2019ordinanza, il Giudice Federale, destando molte critiche, ha invocato il plurisecolare <em>All Writs Act <\/em>del 1789, che permette ai giudici di imporre ordini su temi non coperti da specifiche leggi, al verificarsi di quattro simultanee condizioni: l\u2019assenza di rimedi alternativi, l\u2019indipendenza giurisdizionale, l\u2019indispensabilit\u00e0 dell\u2019azione richiesta rispetto al caso da risolvere ed il rispetto delle altre leggi.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: times new roman,times,serif; font-size: 14pt;\">Il dibattito che si \u00e8 scatenato \u00e8 incentrato sul rapporto tra privacy, libert\u00e0 e sicurezza e le riflessioni in tale contesto sono innumerevoli. Pu\u00f2 la sicurezza costituire di per s\u00e9 una limitazione della libert\u00e0 personale? Spetta alle aziende o agli Stati tutelare la nostra privacy? Pu\u00f2 un soggetto privato, la Apple appunto, stabilire cosa \u00e8 giusto rivelare e cosa no alle autorit\u00e0, anche in presenza di un ordine giudiziario?<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: times new roman,times,serif; font-size: 14pt;\">Negli Stati Uniti d\u2019America, il quadro normativo \u00e8 frammentato ed incompleto e necessita, ad oggi, di un coinvolgimento del Congresso. Il Governo USA porta avanti da decenni ormai la richiesta di poter accedere a sistemi informatici come mostrato dal famoso caso Snowden, il quale ha rivelato i costanti tentativi di accesso ai flussi dei dati dei cittadini da parte del Governo provocando, al contrario, un inasprimento delle misure di protezione da parte delle aziende tecnologiche. Il <em>Communications Assistance for Law Enforcement Act<\/em>, inoltre, che norma i rapporti di collaborazione tra lo stato federale e le aziende delle telecomunicazioni, non \u00e8 stato mai aggiornato per comprendere anche le aziende che offrono servizi su Internet.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: times new roman,times,serif; font-size: 14pt;\">A livello europeo, come ben noto, il diritto alla riservatezza (c.d. <em>privacy<\/em>) ha uno specifico riconoscimento nell\u2019art. 8 della <em>Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell\u2019uomo<\/em> \u00a0ma manca un sistema di garanzie che renda compatibili le necessarie misure della limitazione della libert\u00e0 dei singoli con il mantenimento di uno Stato democratico contro ogni possibile abuso o ingerenza.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Ilaria Di Majo Forse \u00e8 gi\u00e0 accaduto. 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