{"id":2766,"date":"2016-03-06T15:43:49","date_gmt":"2016-03-06T14:43:49","guid":{"rendered":"https:\/\/oldmartinez.testsviluppo.it\/?p=2766"},"modified":"2016-03-06T15:43:49","modified_gmt":"2016-03-06T14:43:49","slug":"vittime-di-reato-le-nuove-tutele-processuali-in-attuazione-della-direttiva-201229ue","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.martinez-novebaci.it\/en\/vittime-di-reato-le-nuove-tutele-processuali-in-attuazione-della-direttiva-201229ue\/","title":{"rendered":"Vittime di reato: le nuove tutele processuali in attuazione della direttiva 2012\/29\/UE"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: times new roman,times,serif; font-size: 14pt;\"><em>di Ilaria Totaro<\/em><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: times new roman,times,serif; font-size: 14pt;\">Il 20 gennaio 2016 \u00e8 entrato in vigore il <strong>D. Lgs. n. 212\/2015<\/strong> che ha recepito all\u2019interno del nostro ordinamento la Direttiva UE n. 29\/2012 in materia di <strong>diritti, assistenza e protezione delle vittime di reato.<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: times new roman,times,serif; font-size: 14pt;\">Il nuovo decreto apporta consistenti modifiche al Codice di Procedura Penale e alle relative norme di attuazione, conferendo alla persona offesa, specialmente a quella definita \u201cvulnerabile\u201d, importanti diritti e poteri oltre alle garanzie gi\u00e0 previste.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: times new roman,times,serif; font-size: 14pt;\">Finalmente anche l\u2019Italia ottempera a quanto l\u2019Unione Europea ormai da tempo chiede a gran voce, compiendo un indiscutibile passo in avanti nel sistema di tutele assicurato dall\u2019ordinamento nazionale alla persona offesa dal reato, alla quale si attribuisce una considerazione sempre pi\u00f9 rilevante, dentro e fuori dalle dinamiche del processo penale.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: times new roman,times,serif; font-size: 14pt;\">Tra le novit\u00e0 pi\u00f9 importanti introdotte dal decreto spicca la disposizione secondo cui in caso di incertezza in merito alla minore et\u00e0 della persona offesa, <strong>il giudice dispone anche d\u2019ufficio una perizia<\/strong> per stabilire se debbano subentrare i soggetti di cui agli artt. 120 e 121 c.p. nell\u2019esercizio delle facolt\u00e0 e dei diritti riconosciuti alla <strong>vittima minorenne<\/strong>; nel caso in cui il dubbio permanga la minore et\u00e0 viene presunta.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: times new roman,times,serif; font-size: 14pt;\">Viene altres\u00ec introdotta la norma ai sensi della quale, in caso di morte dell\u2019offeso, i poteri e le facolt\u00e0 dello stesso possono essere esercitati <strong>anche da una persona legata alla vittima da relazione affettiva e con essa stabilmente convivente.<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: times new roman,times,serif; font-size: 14pt;\">In un\u2019ottica di ampliamento dei diritti della vittima in materia di informazione e partecipazione al procedimento penale, il decreto estende le prerogative processuali in materia di interpretariato e traduzione degli atti, riconosciute tradizionalmente al solo imputato che non conosce la lingua italiana, anche alla persona offesa straniera.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: times new roman,times,serif; font-size: 14pt;\">Nei processi relativi a reati con violenza alla persona, la vittima che ne abbia fatto richiesta, ha diritto di essere informata circa la scarcerazione o la cessazione della misura di sicurezza detentiva o circa l\u2019evasione dell\u2019imputato in custodia cautelare o del condannato.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: times new roman,times,serif; font-size: 14pt;\">Ma il cuore innovativo del decreto sta nell\u2019introduzione dell\u2019<strong>art. 90<em>quater<\/em> c.p.p. <\/strong>che fornisce un criterio generale per stabilire la sussistenza, in capo all\u2019offeso, della <strong>condizione di particolare vulnerabilit\u00e0<\/strong>: essa va desunta, oltre che dall\u2019et\u00e0 e dall\u2019eventuale stato di infermit\u00e0 o di deficienza psichica, dal <strong>tipo di reato e dalle modalit\u00e0 e circostanze del fatto per cui si procede<\/strong>. Per la valutazione della condizione si deve altres\u00ec valutare se il fatto risulta commesso con violenza alla persona o con odio razziale, se \u00e8 riconducibile ad ambiti di criminalit\u00e0 organizzata, di terrorismo o di tratta degli esseri umani, se si caratterizza per finalit\u00e0 di discriminazione, e se la persona offesa \u00e8 affettivamente, psicologicamente o economicamente dipendente dall\u2019autore del reato.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: times new roman,times,serif; font-size: 14pt;\">Alla vittima riconosciuta come particolarmente vulnerabile, \u00e8 ampliato lo spettro delle garanzie e delle tutele, sia durante la fase delle indagini preliminari (possibilit\u00e0 di avvalersi del sostegno di un esperto in psicologia) sia durante la fase processuale (riduzione il pi\u00f9 possibile dei contatti con l\u2019autore del reato e possibilit\u00e0 di assumere informazioni o l\u2019esame testimoniale secondo le <strong>particolari modalit\u00e0 protette<\/strong> previste dal codice di procedura penale).<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Ilaria Totaro Il 20 gennaio 2016 \u00e8 entrato in vigore il D. 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